Il cono gelato

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IL CONO GELATO

Cono …

 

o coppetta … questo è il problema?!

 

Sempre, prima del gelato, la domanda: cono o coppetta ?

La Gelateria il Bacio offre la possibilità di scegliere tra diversi  tipi e dimensioni sia di coppette che di coni.

 

Il cono gelato va dalla semplice cialda arrotolata, fino a quella più ampia coperta di cioccolato fondente e granella di nocciole tostate, per un’esperienza di gusto ricca ed appagante. L’importante è che la cialda sia di prima qualità, fresca, friabile, croccante …insomma non solo un contenitore ma un vero prodotto dolciario croccante, fresco e fragrante,  che accompagni degnamente il gusto del gelato.

 

Di cosa è fatto un cono gelato?

Gli ingredienti della cialda per il cono gelato di base sono: uova, farina, burro, latte, olio, zucchero e miele, aromatizzati in diverse varianti, per esempio con semi di anice. Sciolti in una pastella, si procede alla cottura su un piano rovente (tondo o romboidale), su cui è incisa una superficie a grata e, a volte, un logo o uno stemma.

 

 

Chi  ha inventato il cono gelato?

Anche se la cialda in sè vanta antichissime origini, (la producevano già Greci e Romani), in abbinamento al gelato, subisce molteplici cambiamenti.

Con un certo orgoglio patriottico (quando si tratta di mangiare devono lasciarci stare) possiamo dire che i primi gelati muniti di ostie di pane vennero confezionati in Italia e che Caterina de’ Medici li fece conoscere in Francia nel Rinascimento. In Inghilterra invece, sempre ad opera di Italiani, tale tradizione si diffuse solo nel Sedicesimo secolo.

Fatto di wafer, biscotto o altri tipi di cialda, il cono gelato, come siamo abituati a trovarlo ha circa 100 anni e un’origine non certa.

Come spesso accade in caso di invenzioni fu un po’ il caso a portare alla creazione dei primi coni gelato.

Quasi sicuramente venne inventato da un italiano, Italo Marchioni, originario del Cadore, che lo brevettò a Washington D.C.  Il 13 dicembre 1903. Marchioni ricevette il brevetto statunitense N. 746971 per l’invenzione del cono gelato che aveva venduto in America sin dal 1896. Sembra che il povero Marchioni abbia fatto di necessità virtù visto che inizialmente il suo gelato veniva servito in bicchieri di vetro che spesso non venivano restituiti al gelataio, o che si rompevano accidentalmente scivolando dalle mani dei clienti, comportandogli dunque una piccola perdita di capitale.

 

 

Quasi contemporaneamente, nel 1904,  a St. Louis, Missouri, nel 1904 al Louisiana Purchase Exposition, un pasticciere siriano, Enrst Hamwi, che stava vendendo lo zalabia, una pasta croccante e gocciolante di sciroppo cotta in una pressa bollente per wafer, andò in aiuto al vicino venditore di gelati, forse Arnold Fornachou o Charles Menches, che stava finendo i piatti, arrotolando lo zalabia ancora caldo a forma di cono in modo che potesse contenere il gelato. Dopo la fiera, il cono gelato divenne molto popolare a St. Louis.

Chiunque sia stato il primo a utilizzare un cono di cialda come contenitore del gelato, rimane il fatto che il successo fu enorme: il gelato diveniva un alimento da consumare passeggiando per strada o nel parco. In breve si moltiplicarono le ditte che producevano cialde e wafer per gelato. La produzione su scala industriale dei primi coni, che venivano arrotolati a mano, avvenne intorno al 1912Frederick Bruckman, un inventore di Portland, Oregon, brevettò una macchina per arrotolare la sfoglia dei coni

Oggi tra stampati e arrotolati, la varietà di coni è estremamente ampia. Le forme disponibili sono le più svariate: dal “classico”, di forma geometrica regolare e bordi lisci o decorati, alla coppa dall’imboccatura più larga e variamente sagomata, al bicchiere o coppa tronca dal fusto tagliato, al cestino (una sorta di ciotola fatta in cialda), alla “conchiglia” (a forma di piattino). Alcuni presentano nel bordo interno una ghiera, che ha lo scopo di trattenere il gelato in superficie evitando che scivoli.

 

Svariate anche le dimensioni dei coni, che possono differire sia per il diametro della bocca sia per la lunghezza totale, che può andare dai 100 millimetri dei più piccoli agli oltre 200 millimetri dei maxi-coni. Senza dimenticare i conetti mignon (anche in versione colorata) e di dimensioni ridottissime, pensati per abbellire le coppette di gelato ma perfetti anche per offrire ai clienti un piccolo assaggio di un nuovo gusto.


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